Articolo: EVO MARINE PRONTO AL DEBUTTO

From NAUTIPEDIA
Jump to navigationJump to search

http://www.nautica.it/superyacht/533/cantieri/evomarine.htm

TESTO:

EVO MARINE PRONTO AL DEBUTTO

Per informazioni: Evo Marine srl - Viale San Bartolomeo, 665/3 19100 La Spezia - Tel: +39 0187 500432 - Fax: +39 0187 563216 - email: info@evomarine.com

Barche custom, semicustom, barche di serie, il mercato offre ormai un caleidoscopio multiforme di proposte in grado di soddisfare qualsiasi armatore. Nel settore dei motoryacht fly plananti, poi, c'è di che scegliere, c'è solo l'imbarazzo della scelta e l'Italia, con i suoi tanti cantieri, le sue industrie ma anche con le parecchie realtà artigianali che operano nella costruzione di superyacht fly, in questo specifico settore offre parecchie alternative. Una di queste è rappresentata dal cantiere Evo Marine, una realtà che si propone in una nicchia di mercato sicuramente molto competitiva, quella delle costruzioni in composito, però con il massimo della personalizzazione per gli interni. La peculiarità delle sue barche è che dal punto di vista essenzialmente tecnico/strutturale i suoi sono in tutto e per tutto degli scafi prodotti in serie, non solo per quel che riguarda linee d'acqua e layout esterno ma anche per impianti, tubazioni, serbatoi e quant'altro tipo di accessorio necessario al funzionamento della barca, tutto è assolutamente standardizzato. Questo ne facilita la produzione, indubbiamente, e consente anche una sempre corretta disposizione dei pesi a bordo e quindi un assetto come da progetto per tutti i modelli. Il resto ovvero gli interni, è a scelta, realmente a mano libera del cliente, fermo restando che ci sono diversi layout che vengon proposti per ciascuna barca. Dopo aver debuttato con il Deauville, un 22 metri che ha riscosso un ottimo successo, Raoul Zunino, che ha creato il brand Evo Marine, sta per portare al lancio un modello più grande, il Biarritz, di 28 metri, debuttando così con esso come costruttore anche nel settore dei superyacht. Lo abbiamo incontrato presso la realtà produttiva dove vengono allestite le sue imbarcazioni, a due passi da Fano, in una regione che nella geografia nautica, per l'aspetto produttivo, rappresenta davvero un polo rilevante a livello internazionale.

Sintetizzando, come definirebbe le sue barche, come definirebbe il suo brand?

Il nostro è un prodotto artigianale, customizzato ai gusti dell'armatore, con i pregi delle barche in serie. Il design delle nostre barche non è estremo ma cerca di esprimere linee "istant classic", che non seguono le mode e resistono al tempo. Siamo un cantiere che punta sul lusso, sulla qualità consolidata e non tanto sull'innovazione. Tutte le scelte tecniche prese su queste barche sono state dettate da concetti quali affidabilità e durata piuttosto che di hi tec spinto. Per chiarire il concetto, sulle nostre barche, nell'impiantistica, non troverà mai l'ultimo congegno ritrovato dalla tecnica, perché la sperimentazione è meglio che la facciano gli altri. Noi utilizziamo esclusivamente materiali e sistemi che rappresentano il massimo della tecnologia consolidata appunto, quella che funziona.

Quante barche costruisce l'anno?

La tiratura è limitata, diciamo che quest'anno ne costruiamo tre, compreso il nostro nuovo 28 metri, una barca che per essere fatta bene, da subito, ha assorbito parecchie energie, altrimenti, saremmo riusciti a farne quattro ma non di più.

Comunque, un buon successo.

Per una realtà come la nostra, indubbiamente. Il mercato ha accolto bene questo concetto di barca e di lusso personalizzato che proponiamo.

Qual è il livello di personalizzazione che si può richiedere sulle sue barche?

La personalizzazione può anche essere assoluta, nel vero senso della parola. La barca viene proposta con due soli livelli di allestimento: abbiamo infatti la versione "Full Optional", che è realmente una barca completa di tutto, dall'elettronica per la navigazione alla zattera, dall'aria condizionata al generatore ecc.; poi c'è la versione "Précieux" dove oltre ai tanti optional standard non ci sono limiti in termini di personalizzazione del prodotto, si può andare molto nel dettaglio e scegliere ciò che si vuole per l'allestimento. Sulla Deauville che vede qui in costruzione, ad esempio, per un testa letto è stata studiata una forma particolare ma anche un rivestimento personalizzato a tal punto dal renderlo esclusivo. Così, una volta costruito il testa letto in legno, questo è stato mandato alla Mastro Raphael, in sede, che lo ha finito utilizzando tessuti con ricami ad hoc, scelti dall'armatore. Così è stato anche per le lampade, per i copriletto ecc. Su un'altra un cliente mi ha chiesto uno specchio "scolpito" a mano, con una lavorazione particolare e, pure in questo caso, lo abbiamo accontentato. Ovviamente, come per questi dettagli, possiamo dare carta bianca al cliente anche per ciò che riguarda il resto. A quel punto non si tratta più di dire scegli fra questa lista di accessori ma scegli quello che vuoi. Altra particolarità delle versioni è data anche dall'avere motorizzazioni differenti, due step di potenza che portano la barca a esprimere velocità di vertice per la categoria.

Chi firma il design delle barche Evo Marine?

Abbiamo voluto il meglio anche sotto il profilo del designer, affidando le nostre barche alla bravura dell'architetto Fulvio De Simoni, che ha realizzato la barca in toto, linee d'acqua e linea esterna.

Come mai la scelta di commercializzare le barche Evo Marine in Italia attraverso un'organizzazione come quella di Dreaming?

Perché loro rappresentano il massimo, per come la loro realtà è strutturata e organizzata. Anche se poi sono io che seguo di persona ogni armatore nella realizzazione della sua barca, per una precisa scelta, la parte commerciale l'ho affidata a terzi, nella fattispecie a Dreaming che per Evo Marine copre il mercato italiano e quello francese, mentre in altre nazioni abbiamo altri partner sempre molto bravi e affidabili: in Grecia la High Performance e per la Germania la Inga Yachting.

I pro e i contro di questa scelta?

Indubbiamente, con un dealer di mezzo nella vendita delle barche una parte degli utili a noi viene meno, ma è anche vero che in questo modo Evo Marine è libero da tutte le problematiche di cui si fa carico la struttura, in primis quella del ritiro dell'usato. Non meno importante è l'aspetto delle assistenze che sono sempre effettuate attraverso il dealer, attraverso la sua rete sicuramente meglio strutturata e presente sul territorio di quanto potrebbe mettere in campo una piccola realtà artigiana come la nostra.

Quante barche ha venduto in Italia e quante all'estero?

Per il momento i nostri armatori sono italiani, però contiamo di aprire anche ad altri mercati, come dimostrano i nostri accordi per Grecia e Germania. Abbiamo in piedi dei contatti anche per l'Inghilterra e la Spagna, con dealer che hanno visto le nostre barche ai saloni e che hanno chiesto la rappresentanza.

Solitamente gli inglesi vendono molto in Italia ma non credo che gli italiani facciano altrettanto in Inghilterra.

L'interesse scaturisce proprio dalla possibilità di personalizzare al massimo i nostri interni. Se loro li preferiscono con legni scuri piuttosto che chiari, com'è in voga in Italia, li accontentiamo.

Le barche possono essere fatte apposta dunque per qualsiasi mercato.

Qualsiasi mercato e armatore.

Dove vengono prodotte le barche?

Gli scafi sono costruiti su nostre specifiche e sotto il nostro controlllo, presso un terzista molto noto, che serve parecchi altri importanti cantieri di questa zona, mentre la parte riguardante i lavori di falegnameria, l'ebanistica è affidata alla Seafor, che fa parte del Gruppo Dreaming, che è di Giuliano Onori. Qui da noi facciamo l'assemblaggio e tutto il resto.

Mi può anticipare qualcosa sul prossimo Biarritz?

Il progetto è focalizzato sull'armatore, sul suo benessere. Si tratta di un motoryacht fly con un family feeling preciso che lo accomuna al più piccolo Deauville, innanzi tutto per l'imponenza delle forme. Anche questo scaturisce da una precisa scelta tecnica, dal fatto che le nostre barche debbano possedere una vivibilità massima, anche se ciò fa crescere l'altezza della barca. Come sul Deauville, la soluzione di avere il salone principale sviluppato su un unico livello lungo, resta, in modo che il vano risulti enorme, direttamente collegato a prua con la dinette ricavata sul ponte all'aperto. Il salone sarà lungo una quindicina di metri, largo cinque e mezzo, e sarà divisibile in due ambienti grazie alla presenza di una vetrata a scomparsa. Azionandola, si verranno a creare da una parte il salone e sala da pranzo, dall'altra un salotto dal quale, con una scala dedicata, si potrà accedere alla suite dell'armatore, un ambiente esclusivo, ricco di privacy. Tutto il Biarritz è stato però progettato per favorirne il godimento, ad esempio creando una crew area assolutamente indipendente dal resto della zona notte, ben collegata con l'esterno. In una seconda versione, nel sottocoperta abbiamo previsto oltre alle solite quattro cabine, un quinto vano che, a seconda delle scelte dell'armatore, può essere dedicato a spa, studio o quinta cabina.

Motorizzazioni previste?

Due, Caterpillar da 1.920 oppure MTU da 2.400 HP.