2015 10 Articolo: Liguria Nautica News: A tu per tu con Lamberto Tacoli: la nostra lunga intervista al Presidente di Nautica Italiana

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A tu per tu con Lamberto Tacoli: la nostra lunga intervista al Presidente di Nautica Italiana Nautica Italiana è una realtà della quale non si può non parlare, per farlo abbiamo sentito direttamente il suo Presidente, Lamberto Tacoli

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Nautica Italiana è la nuova realtà associativa del comparto, un soggetto che ha senza dubbio attirato l’attenzione degli operatori del settore, avendo in se aluni marchi importanti dell’industria manifatturiera italiana. Una realtà della quale non si può non parlare, ma per un doveroso approfondimento sul tema abbiamo chiesto e ottenuto un’intervista direttamente al suo Presidente, Lamberto Tacoli, l’uomo di vertice del cantiere CRN del Gruppo Ferretti. Un Tacoli a tutto campo quello che ha risposto alle nostre domande: il Presidente non le manda a dire, ne è venuta fuori un’interessante e dettagliata intervista su alcuni degli argomenti cruciali che riguardano la nostra nautica in questa fase.

LN: Quali sono i programmi di Nautica Italiana a breve termine per i propri soci e il settore nautico in generale? LT: Prima di tutto mi preme sottolineare che NAUTICA ITALIANA è nata con l’obbiettivo preciso di sviluppare una strategia complessiva di sistema che permetta di rappresentare l’eccellenza nautica nel mondo per valorizzare il grandissimo e unico patrimonio tecnico e culturale. Ciò premesso, i punti cardine del nostro programma sono: – Un progetto strategico legislativo per il comparto; – valori etici nelle relazioni con i clienti declinati nella Carta dei Valori, parte integrante del nostro Statuto, che ha come obbiettivo anche la riaffermazione di credibilità e affidabilità del comparto; – L’elaborazione di un sistema di monitoraggio dei dati del comparto; una strategia complessiva per la promozione del comparto e degli eventi nautici del Paese, grazie a format innovativi che rispondano alla reale esigenza delle Aziende; la presenza coordinata e il sostegno a eventi esteri, sotto il simbolo “Italian Yachting Lifestyle”; – Un evento espositivo internazionale significativo del Made in Italy. – Vogliamo inoltre instaurare un dialogo costante e costruttivo con le istituzioni di riferimento e collaborare con le altre importanti realtà del settore, come i Territori e i Distretti Regionali. Tutto ciò, nella convinzione che questa associazione contribuirà a migliorare le relazioni con imprese del comparto e affini per continuare ad affermare il ruolo di primo piano che la nautica italiana deve avere a livello globale.

LN : In Nautica Italiana quanto pesa il parere del piccolo associato (in termini di fatturato)? LT: In NAUTICA ITALIANA ogni associato è uguale agli altri. La nostra mission è quella di riunire l’intero comparto e di presentarci in Italia e sui mercati esteri come una realtà unica. NAUTICA ITALIANA è un’Associazione autonoma e nasce con modalità di assoluta e imprescindibile parità tra i propri soci, così come di autonomia dei singoli sulle proprie decisioni nel rispetto dei principi della nostra Associazione. Il peso non dipende dal fatturato. Contano le idee, la motivazione, l’impegno e la determinazione per realizzare progetti concreti a beneficio di un settore di eccellenza come è quello della nautica Made in Italy. Mi preme sottolineare che spesso si confonde la piccola realtà aziendale con la produzione di piccole unità. Il nostro Paese vanta realtà imprenditoriali anche molto piccole che contribuiscono all’eccellenza dei nostri prodotti più complessi. E tra i soci di Nautica Italiana sono già presenti piccole realtà imprenditoriali che operano sia nel settore delle grandi barche che della piccola nautica e dei servizi.

LN: Nautica Italiana si pone come alternativa a Ucina o chi è socio Ucina può essere socio di Nautica Italiana? LT: NAUTICA ITALIANA associa solo Aziende che producono in Italia che vogliono sviluppare una strategia e un programma di lavoro internazionale teso a valorizzare i principi, l’etica e le caratteristiche uniche al mondo del Made in Italy con una rappresentatività completa dell’industria, dei servizi, dei Territori, nel rispetto di un Codice Etico di cui ci siamo dotati. NAUTICA ITALIANA quindi nasce con un progetto, degli obbiettivi e delle caratteristiche che la distinguono a monte da UCINA. NAUTICA ITALIANA è aperta a tutti coloro, quindi anche agli associati UCINA, che condividono il progetto e hanno le caratteristiche per potersi associare. Vogliamo rappresentare la totalità delle aziende del comparto nautico che mostrano eccellenza, qualità e valori sul mercato nazionale e internazionale.

LN: Sarà possibile giuridicamente avere due associazioni in Confindustria che rappresentano gli interessi dello stesso settore? LT: E’ un tema che Confindustria sta affrontando. Non dimentichiamo che già oggi Nautica Italiana rappresenta l’85% della produzione cantieristica nautica del Paese e il 65% di tutta la produzione nautica nazionale e che nel Sistema di Confindustria esistono già molti casi di più Associazioni nello stesso Settore.

LN – L’abbiamo vista al Salone: qual è la sua valutazione? LT – Il Salone è una realtà importante; per evolversi dovrebbe però anzitutto cambiare le date di programmazione per non sovrapporsi ad altre importanti manifestazioni straniere. Il mercato nazionale sta mostrando buone prospettive e ha bisogno di un salone completo in tutte le sue componenti. Tema diverso invece è un evento di caratura internazionale, esigenza che tutti i player del settore richiedono. Un evento che mostri la vocazione internazionale della nautica italiana, dalle grandi barche, della cui produzione siamo leader mondiali, ai componenti e agli accessori di eccellenza, ai servizi e all’unicità delle nostre coste. Un evento che mostri tutta l’eccellenza del comparto nautico italiano, compatto di fronte agli operatori internazionali. Un evento da realizzare in Italia: questo è uno dei progetti a cui stiamo lavorando.

LN: Come giudica gli annunci di UCINA circa il Salone di Venezia e quello dell’usato? LT: Ne abbiamo preso atto, ne parleremo al nostro interno, anche se questa location penso abbia problemi logistici difficili da risolvere. Per i cantieri posti nel Tirreno, inoltre, la partecipazione a una manifestazione a Venezia può essere complicata per la movimentazione delle barche. Stiamo lavorando a un piano strategico che preveda anche una serie di eventi che permettano di “vivere” la nautica durante tutto l’anno: format innovativi che rispondano alla reale esigenza espressa dalle aziende.

LN: E’ rimasto sorpreso di questa accelerazione voluta dal Presidente UCINA? LT: Direi che sono rimasto soprattutto stupito, dato che avremmo dovuto condividere tematiche e delle decisioni. Serve un’accelerazione di tutta la nautica italiana, soprattutto in questo momento ancora fragile del mercato in cui i primi cenni di ripresa devono essere accompagnati da un disegno condiviso.

LN: Sarebbe disposto a collaborare con UCINA per organizzare un evento insieme come auspicato dal Vice Ministro Calenda il primo giorno del Salone? LT: Come detto, NAUTICA ITALIANA è aperta al dialogo per la crescita e la valorizzazione della nautica italiana Made in Italy nel mondo. La collaborazione deve avvenire a 360 gradi; ognuno deve fare la propria parte.

LN: Nuova Darsena di Genova: la Gestione dei Saloni Nautici (partecipata al 100% da Ucina) può di fatto impedire un grande evento di Nautica Italiana a Genova? LT: Per il momento mi attengo ai fatti e l’unica cosa certa è che il 31 dicembre scade la concessione demaniale e quindi tecnicamente è avventato spendere sul mercato il titolo giuridico per organizzare qualsiasi cosa. Come detto oggi più che mai gli operatori del settore hanno bisogno di pianificazione, strategia, certezze.

LN: Gli annunci di UCINA cambiano le vostre intenzioni programmatiche? LT: Assolutamente no, i nostri progetti vanno oltre le dichiarazioni. Abbiamo una responsabilità in primis di fronte ai nostri soci, ma anche di fronte a tutto il comparto.

LN: Rivedremo presto un CRN esposto al Salone di Genova? LT: Mai dire mai; come lo abbiamo fatto in passato potremo farlo nuovamente in futuro se sarà in coerenza con le strategie aziendali.

21 ottobre 2015