2011 06 Ritaglio: RECORD SHIPYARD BENETTI

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RITAGLIO DELL'ARTICOLO SU furrer.it http://www.furrer.it/it/giugno-2011-n-3/record-shipyard-benetti-1.asp

testo:

A cura di Roberto Franzoni

Benetti è uno dei più antichi cantieri al mondo ancora operativo e uno dei primi a costruire yacht. Fu fondato a Viareggio da Lorenzo Benetti nel 1873 e dopo la sua morte continuò a essere diretto dai figli Gino ed Emilio, che modificarono il nome del cantiere in Fratelli Benetti, e poi dal 1927 dai loro figli Giuseppe e Virgilio e Maurizio e Bertani. Fino a quel tempo la produzione era concentrata su unità da trasporto prevalentemente a vela per il piccolo cabotaggio costiero. I velieri di Viareggio erano famosi in tutto il mondo per le loro qualità, tanto da guadagnare nell’esigente mondo anglosassone la dicitura di “Best Barque”, importato e tradotto dai viareggini in “Barcobestia”, i velieri che ancora negli anni quaranta del Novecento affollavano le darsene del porto versiliese. Dopo la seconda guerra mondiale il cantiere viene diviso in due branche: il Cantiere Fratelli Benetti, per la realizzazione di barche a vela e motore, e il Cantiere M & B Benetti, dedicato esclusivamente alla costruzione di navi commerciali fino alla taglia dei 150 metri. La morte di Emilio Benetti vede la gestione del Cantiere Fratelli Benetti passare al nipote Giuseppe e al figlio più giovane di questi, Lorenzo. Facendo propria l’eredità delle generazioni che lo avevano proceduto, Lorenzo diventa uno dei protagonisti della cantieristica internazionale nel settore dei grandi yacht. Sotto la sua gestione vedono la luce straordinari capolavori, come la serie Delfino, piccoli grandi yacht in acciaio, e veri megayacht, come il GALU (53 metri, del 1977, una misura imponente per quegli anni) e il NABILA del 1980: 86 metri, 2465 tonnellate di stazza, disegnato da Jon Bannenberg per il saudita Adnan Kashoggi, lo yacht più famoso dell’epoca. Dopo aver varato oltre centoventi yacht la famiglia Benetti, proprio a causa del NABILA – per l’eccesso di costi e le difficili relazioni con l’armatore – è costretta a rinunciare alla proprietà, non senza aver elevato un elegante “canto del cigno” per opera di Riccardo Benetti, l’ultimo erede, con la costruzione di eleganti e preziosi velieri come VANINA (1978), disegnata per un armatore italiano dall’architetto navale americano Scott Kaufman per vincere l’Admiral’s Cup, o il maestoso WHITE GULL di 46 metri (1983), tutto in alluminio, antesignano dei moderni megasailer di PERINI NAVI e di ALLOY YACHTS.