2011 06 Articolo Yacht Capital: Maxi Dolphin MD65 POWER

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TESTO:

Maxi Dolphin MD 65 POWER FOTOGALLERY


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La barca a vela è un fine. La barca a motore un mezzo. L'MD 65 è una barca a motore, ma è stata pensata per essere un fine». Con un'unica frase Roberto Starkel, centra l'essenza stessa del nuovo progetto di Maxi Dolphin che lui stesso ha disegnato. Perché se è vero che questo 20 metri scarsi è una barca a motore, è altrettanto vero che per vivibilità, condizioni di utilizzo e in parte anche per filosofia, l'imprinting è quello di una barca a vela. Prima di dedicarsi anche alla costruzione di barche a motore, del resto, Maxi Dolphin ha realizzato per vent'anni bellissime barche a vela. E se la decisione di lanciarsi nel mercato del motore è stata una naturale evoluzione della crescita del cantiere, la scelta di aumentare le dimensioni è stata invece una richiesta degli armatori, come ha spiegato Marco Ramundo, che di Maxi Dolphin è l'amministratore delegato. «Sono stati alcuni armatori di MD51 power a chiederci di affrontare questa nuova sfida. Volevano una barca più grande, la volevano a motore e volevano un Maxi Dolphin. Potevamo dirgli di no?». Il risultato, almeno sulla carta, è un 19,85 metri di fascino, con un carattere forte e una grande duttilità.

Apparentemente l'MD65 power potrebbe sembrare solo un ingrandimento dell'MD51, ma non lo è. «Venendo dal mondo della vela ho la tendenza a studiare carene molto efficienti», spiega Roberto Starkel «ma con l'MD65 power siamo andati oltre le previsioni. E avendo ottenuto una carena ad altissima effcienza e con bassa resistenza e basso consumo, questo risparmio energetico possiamo giocarcelo o a pari velocità massima imbarcando una motorizzazione di potenza ridotta, consumando meno e aumenando l'autonomia, o a pari consumo imbarcando una motorizzazione normale e andando più veloci», conclude. Se a ciò si aggiunge che questo progetto (come gli altri, del resto) pesa circa la metà rispetto ai suoi concorrenti e che è dotato del sistema Ecomar per il trattamento delle acque nere di bordo grazie al quale l'acqua trattata diventa incolore, inodore e priva di elementi inquinanti, risulta evidente come le barche del cantiere bresciano siano naturalmente ecosostenibili, una caratteristica che Vittorio Moretti, presidente del Gruppo Terra Moretti di cui Maxi Dolphin fa parte, ha sempre considerato fondamentale.

L'MD65 power, che sarà costruito con materiali compositi pre-preg come kevlar e carbonio, verrà proposto in tre diversi allestimenti; quello definito Top con due ampie cabine armatoriali. La versione Fashion ha un'ampia cabina armatoriale, una matrimoniale e una doppia. La Family, infine, prevede due cabine doppie e l'armatoriale. Tutte le cabine hanno bagno privato e in ciascuna versione è prevista una cabina marinaio con accesso separato. Ma tutti gli allestimenti possono essere modificati a piacimento per plasmarsi sulle esigenze dell'armatore. Anche l'MD 65 power è infatti una dei quelle barche che il cantiere si ostina a chiamare di semi-custom anche se è assai più vicino a un custom puro. Di veramente definito ci sono infatti solo lo scafo e la coperta (che può comunque essere leggermente modificata). Ma il vero place di questo progetto è la sua emozionalità. «Il nostro lavoro è vendere sogni», chiosa Roberto Starkel, «noi non vogliamo solo che all'armatore la barca piaccia, vogliamo che l'armatore si emozioni quando la vede. Ed è per questo che abbiamo cercato di dare a questo progetto linee che fossero magiche e sinuose. Abbiamo esasperato le prese d'aria, abbiamo mutuato alcuni dettagli dall'automotive senza però esagerare e abbiamo soprattutto pensato a una barca che fosse uno spazio da vivere, non un mezzo di trasporto per trasferirsi da un punto all'altro», conclude. Al momento l'MD65 rimane un progetto, ma probabilmente lo sarà ancora per poco. «Stiamo trattando per la costruzione di più di un MD65 power», spiega Marco Ramundo, «e speriamo di concludere a breve. Siamo consci di entrare in un segmento più piccolo rispetto a quello dell'MD51, ma decisamente più difficile, perché i 20 metri sono una misura più competitiva. Però siamo ottimisti, le nostre sono barche emozionali, che si discostano molto dalla media, e il mercato ha già mostrato di apprezzarle. Anche in questo caso, non puntiamo ai grandi numeri, ma alla qualità», spiega. E per concludere, una chicca dell'ultimora: Roberto Starkel ha infatti annunciato che l'MD65 sarà disponibile anche con motorizzazione ibrida elettrico/gasolio. Più ecosostenibile di così.

Giuliana Fratnik

Tratto da Yacht Capital n. 6/2011