2007 07 Articolo: La svolta si chiama Azimut

From NAUTIPEDIA
Jump to navigationJump to search

http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2007/07/15/SL3PO_SL301.html

testo:

La svolta si chiama Azimut

ARBATAX. Il futuro dell'area cartiera è targato Azimut, gruppo leader nel settore della nautica mondiale. L'annuncio dato venerdi pomeriggio dal presidente della Regione, Renato Soru, sia in Comune che di fronte agli operai cartari che lo hanno incontrato nell'oramai ex fabbrica della carta, lascia aperta la porta a un futuro roseo per il territorio. Il polo della nautica nell'area ex cartiera, annunciato venerdi pomeriggio da Renato Soru - dopo avere saputo, poche ore prima (alle 13,55), che la Sarind, che ha come socio unico la Sfirs, è oramai divenuta proprietaria dell'asset industriale cartario e dei suoi 35 ettari di aree - prevede anche la realizzazione di un imponente Marina e di tanti cantieri nautici. Fra l'altro, Soru punta a farne anche un polo di eccellenza nella ricerca, visto che ha annunciato l'arrivo ad Arbatax di alcuni ingegneri che operano a Madrid. Oltre Azimut, Soru ha citato Bruno Abbate (ovvero il famoso marchio Primatist) - il cui cantiere nautico, è in fase in ultimazione nella zona industriale - e altri gruppi dello yachting, senza però fare i nomi. Ma è Azimut a stuzzicare la fantasia. Che fosse interessato all'area cartiera lo si sapeva da tempo. E a dimostrazione di questo, basta ricordare che nel mese di dicembre dello scorso anno, un jet privato atterrò nello scalo aereo di Tortoli e ne scesero il presidente-fondatore di Azimut, Paolo Vitelli, e alcuni componenti del suo staff. Dall'aeroporto raggiunsero la cartiera, dove effettuarono un sopralluogo. Nessuno disse niente di ufficiale, ma si venne lo stesso a sapere che il presidente di Azimut e i suoi collaboratori si mostrarono molto interessati all'area Stacker della cartiera (dove venivano scaricati i tondelli di legno che poi passavano su una imponente gru-nastro trasportatore - proprio perché fronte porto e distante meno di cento metri dalla banchina di riva e da quella di ponente del porto arbataxino. In seguito Azimut incontrò alcune volte i rappresentanti della giunta regionale e si parlò anche di un progetto di investimento che prevedeva almeno 300 posti di lavoro. Pochi mesi orsono, Azimut è salito alla ribalta dei più grandi organi di informazione del settore economico grazie alla sua decisione di aprire un grande cantiere in India, per realizzarvi yachts per i nuovi ricchi di tale area. Azimut nacque nel 1969, grazie a Paolo Vitelli (attuale presidente), studente universitario piemontese, che fondò una società per il noleggio di barche da diporto trasformando la sua passione per il mare in un business di grande successo. Nel 1970 marchi prestigiosi del mondo della nautica - quali Amerglass, Westerly e Draco - affidarono alla neonata Azimut il primo contratto di distribuzione in Italia delle loro imbarcazioni. La società in seguito decise di commercializzare barche su proprio progetto ma prodotte da terzi. La crescita dell'azienda fu veloce veloce e negli anni 1975-80 Vitelli introdusse - per primo in Italia - la produzione in vetroresina di imbarcazioni finalizzate alla nautica da diporto. Con l'acquisizione degli storici cantieri Benetti, avvenuta nel 1985, Azimut ha ereditato la grande esperienza e la metodologia di sviluppo che da sempre caratterizzano lo storico cantiere viareggino. Con l'Azimut Atlantic Challenger, costruito nel 1988 per tentare di battere il record della traversata atlantica più veloce con passeggeri (Nastro Azzurro), il gruppo Azimut ha confermato l'eccellenza della propria competenza tecnica e tecnologica. Ricerca e innovazione tecnologica, design avanzato, materiali innovativi, sono le caratteristiche che hanno accompagnato la storia di Azimut, uno tra i primi cantieri nautici ad ottenere la certificazione Iso 9001 rilasciata dal Registro Navale Italiano nel 1996. Con l'acquisizione del cantiere Moschini di Fano (Pesaro), Azimut raggiunge una posizione incontrastata nella produzione di scafi in fibra di vetro per yachts e mega-yachts oltre i 24 metri. La politica degli investimenti porta nel 1999, alla costruzione del nuovo impianto industriale di Avigliana (Torino) che si estende su un'area di 100.000 mq e che è stato progettato appositamente per ospitare le più avanzate tecnologie e attrezzature disponibili nella cantieristica nautica, per la costruzione di yacht sino a 21 metri e per assicurare, in ogni fase del processo produttivo, il più efficace controllo di qualità. E' iniziato nel 2003 il raddoppio dei capannoni produttivi che dovranno anche ospitare la produzione della nuova linea di barche open e che porterà l'impianto di Avigliana ad avere una superficie coperta di oltre 50.000 mq. Nel 2000 il gruppo ha rafforzato la propria presenza a Viareggio con l'acquisto dell'area Lusben, nel cuore del porto. E' in corso la ristrutturazione dell'intera area che si estende su 41.000 mq e che sarà dedicata in parte alla produzione di barche Azimut oltre i 24 metri e in parte alla creazione di un centro servizi riparazioni e manutenzioni navali che avrà anche un Marina privato di circa 40 posti. Lamberto Cugudda 15 luglio 2007 sez.