2001 10 Articolo Il Tirreno: La maledizione dello yacht Nabila Alcova galleggiante negli anni '80, è stato acquistato da Al Whaled

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La maledizione dello yacht Nabila Alcova galleggiante negli anni '80, è stato acquistato da Al Whaled

VIAREGGIO. «Mai dire mai», come il film di 007 che la vide protagonista come base mobile della Spectre. Altre barche l'hanno sopravanzata per dimensioni (non forse per lusso) e costi ma il suo nome resta sinonimo di opulenza, di dolce vita, di ricchezza figlia dei petroldollari. Sembrava tramontato il mito del «Nabila», lo yacht da 75 metri varato nel 1980 dai cantieri Benetti di Viareggio. Le traversie dei suoi proprietari ne avevano oscurato la fama di alcova galleggiante, ma ora il suo nome torna di gran moda, anche se ribattezzato «Kingdom 5KR». Perchè il nuovo armatore del «Nabila» è il principe Al Whaled. Al Whaled, 44 anni, occupa uno dei primi posti nella classifica degli uomini più ricchi del mondo, socio in affari di Silvio Berlusconi e Murdoch, ma anche l'arabo che si è visto sbattere in faccia da Rudy Giuliani lo cheque da 10 miliardi di dollari che l'uomo d'affari musulmano aveva donato al sindaco di New York pro ricostruzione di Ground Zero. Un gesto imperioso del primo cittadino italo-americano (la famiglia è originaria di Montecatini) perchè AlWhaled aveva osato criticare la politica Usa in Medio Oriente. Soldi risparmiati dall'arabo,che invece non ha badato a spese per far rinascere il Nabila oggi «Kingdom5KR» (Kingdom holding è il nome della finanziaria di casa).Secondo «Power and motoryachts», bibbia americana della nautica, varare il Nabila oggi costerebbe 200 milioni di dollari (450 miliardi di lire, circa 240 milioni di euro). Tanto che è difficile dire se è più affascinante la storia di Al Whaled, nipote di Abdelaziz, fondatore dello Stato saudita o quella del «Nabila». Nabila era il nome della figlia prediletta di Adnan Khashoggi, finanziere arabo i cui soldi puzzavano di petrolio ma forse anche di armi. Per farsi costruire lo yacht del sogno il magnate arabo scelse i cantieri Benetti, considerati allora un po' come la Mercedes del mare.Peccato che il Nabila contribuì- tra conti sbagliati e contestazioni varie - al fallimento del prestigioso cantiere, inaugurando la leggenda secondo la quale pare che lo yacht portasse pesantemente scarogna. I giornali ne parlarono subito come di una reggia navigante. Dentro c'era persino una sala operatoria superattrezzata mentre le apparecchiature radio potevano collegarsi con tutto il mondo,quando i telefonini satellitari erano ancora da inventare. E poi rubinetti d'oro e una scultura di Gio' Pomodoro, anche questa in oro massiccio,che nascondeva una cassaforte dove era conservata una rara edizione del Corano.Il profilo della barca, disegnata da John Banneberg, era bellissimo con quei fumaioli in posizione aerodinamica. Ad aumentare la leggenda spuntò fuori anche Lory Del Santo che favoleggiò di una notte d'amore con l'arabo (peraltro a quel tempo già vecchiotto e abbondantemente sovrappeso). Lui negò ma non convinse, lei affermò che per quella notte d'amore sul Nabila che sarebbe stata ricambiata con un diamante da 250 milioni.Che poi la starlet veneta abbia sopportato anni dopo la tragica morte del figlioletto Jason accresce l'area funesta che albergava sul Nabila. Che continuò, con Khashoggi, che si trovò improvvisamente in crisi di liquidità.Tanto da svendere la barca a Donald Trump. Il palazzinaro di New York comprò il Nabila, lo ribattezzò Princess Trump (in onore della moglie Ivana) e lo parcheggiò sul molo proprio sotto le Twin Towers (guardacaso). E sempre per caso anche Donald Trump è fallito e il Nabila finì alla fonda a Cannes. Là è rimasto anche nei giorni in cui a Livorno si verificava la tragedia del Moby Prince, il cui comandante era stato vice sul Nabila. Una fama sinistra che non ha spaventato il principe Al Whaled. Un accurato restauro e l'allungamento da 75 a78 metri nei cantieri olandesi Amels e il «Kindgom5KR» ha portato lo yacht al 14 posto fra le barche più lunghe del mondo. Ma per bellezza, fama, armatori e leggende è rimasto sempre il numero uno.