GIULIO LOLLI

Da NAUTIPEDIA.

GLI ESORDI

Giulio Lolli apre la sua prima attività nautica a soli 19 anni, la Giulio Ski Snc, una scuola olimpica di sci nautico avviata dopo aver ottenuto il brevetto CONI di Istruttore e la sua prima patente nautica. La Giulio Ski opera a Cesenatico dal 1984 al 1991. Nel 1991 Lolli apre la GR Studio Snc, un’agenzia di pubblicità ancora oggi operativa. Nel 1995 si trasferisce in Canada dove apre la Pacifica Expedition, un’attività di Yacht Charter che opera in British Columbia e Labrador per 5 anni, e il Paradiso di Stelle, una caffetteria, pasta bar, gelateria posta sul porto di Victoria. In Canada, Lolli ottiene il brevetto di capitano per Yacht fino a 150 ton e pilota gli yacht della sua flotta in charter avventurosi e in escursioni di whale watching lungo le coste della British Columbia e del Labrador. La Pacifica Expedition annovera tra le sue barche due Regal Commodore 29 e 36 e un Enterpise Marine 46. Come cliente Enterprise e Regal, Lolli stringe amicizia con Nevio Forcellini, titolare della Enterprise Marine.

LA RIMINI YACHT

Nel 2003 Lolli vende le attività in Canada (che ancora oggi operano con successo) e ritorna in Italia per fondare la Rimini Yacht come concessionario ufficiale Enterprise e importatore Regal. Nel 2004 la Rimini Yacht diventa specialista Regal nella Linea Yacht ed è il primo importatore in Europa a vendere il modello 4260, l’ammiraglia della gamma Regal. Sempre nel 2004 Giulio Lolli tenta la scommessa Galeon, prendendo l’importazione esclusiva per l’Italia delle barche del cantiere polacco che fino ad allora aveva sempre fallito la penetrazione nel mercato italiano. Attraverso un’aggressiva campagna di marketing e organizzando una lunga serie di eventi e fiere sia nazionali che internazionali, la Rimini Yacht lancia l’immagine del marchio Galeon e con esso ottiene strepitosi risultati commerciali. Dal 2004 al 2010 vende e consegna oltre 35 Yacht Galeon e nel 2008 ne ottiene l’esclusiva di importazione anche per il Sud della Francia.

Giulio Lolli intervistato da Yacht&Sail all'inaugurazione del cantiere Marinara di Marina di Ravenna nel 2008
Giulio Lolli al Dealer Meeting Azimut 2009 con l'ad dell'azienda

Nel 2005 Lolli ottiene la concessionaria Aicon Yachts, proprio nel momento di massima esplosione del cantiere siciliano. Tra il 2006 e il 2007, solamente nel Marina di Rimini, consegna 11 barche Aicon e nel 2007 ottiene il premio Best World Aicon Dealer. Nel luglio 2006 Paolo Miccoli entra in società con Lolli. Nel 2007 Lolli ottiene anche la Concessionaria Atlantis del gruppo Azimut e Concessionario per l'Adriatico del prestigiosissimo marchio americano Bertram Yacht consegnando a Venezia, primo in Europa, un modello dell' ammiraglia Bertram 700.

Questa crescita esponenziale porta la Rimini Yacht a raggiungere in pochi anni un fatturato vicino ai 100 milioni di euro, ma d’altro canto necessita di spinte economiche sempre più forti. Lolli punta a far entrare la Rimini Yacht in un fondo di investimento, unica soluzione, a suo dire, per finanziare adeguatamente la crescita della società, ma per farlo ha bisogno di raggiungere bilanci ancora più alti. Per questo nell’estate del 2007 Lolli commette il suo primo gravissimo errore, finanziando la Rimini Yacht attraverso la vendita di un’imbarcazione inesistente ad una società di leasing con sede a San Marino, attraverso un sistema illegale di leasing fantasma, purtroppo non nuovo nel mondo della nautica.

Per fare fronte alle esigenze sempre maggiori di post service dei propri clienti nel luglio 2008 Giulio Lolli compra il cantiere del Marina di Rimini, dapprima trasformandolo in Rimini Yacht Service (oggi Uniyachts Service) e poi cedendolo a Paolo Miccoli, all’uscita di quest’ultimo dalla società.

Sempre nel 2008 Lolli acquista il cantiere del Marina di Ravenna. Nel gennaio 2009 Lolli investe sia a livello personale che come Rimini Yacht nella nuova Intermedia Merchant Bank costituita da Giovanni Consorte e ottiene il ruolo di Consigliere di Amministrazione di Intermedia Finance, la parte operativa del gruppo Intermedia che avrebbe dovuto traghettare la Rimini Yacht verso il fondo di investimento.

Purtroppo il meccanismo delle vendite fittizie esige di essere continuamente alimentato da altre vendite e Lolli continua a raddoppiare la posta con investimenti sempre maggiori che culminano con l’acquisizione della commercializzazione del marchio Azimut, il più grande produttore di yacht al mondo. Infine, per poter certificare un bilancio adatto all’accesso al fondo, Lolli corrompe dei finanzieri organizzando una verifica fiscale pilotata. Tuttavia la Rimini Yacht non riesce ad accedere al fondo e fallisce nel luglio 2010.

LA FUGA IN NORD AFRICA E LA PRIGIONE

Travolto dal crack, nel giugno 2010 Lolli si rifugia con il suo yacht in Tunisia. Inseguito da un mandato di cattura internazionale, Lolli viene espulso dalla Tunisia nel novembre del 2010. Le accuse che gli vengono mosse non sono tuttavia quelle immaginabili di truffa, corruzione e bancarotta, bensì quelle di associazione a delinquere ed estorsione, reati che Lolli nega di aver mai commesso.

Giulio Lolli con il Capo Twuar di Zuara dopo la conquista di Bab Al Jazia, la casa fortezza di Gheddafi

Costretto a uscire dalle acque territoriali tunisine senza neanche poter effettuare adeguato rifornimento, Lolli vive praticamente in mezzo al mare per più di un mese, impossibilitato sia a rientrare in Tunisia sia ad allontanarsi da essa a causa della scarsità di gasolio. Un imponente dispiegamento di forze gli impedisce di rientrare in porto anche in condizioni di mare estremamente agitato, contrariamente a quanto previsto dalle leggi marittime.

Giulio Lolli riceve un'onorificenza dal viceministro libico Osama Trabelsi

L’avvocato di Lolli riesce a fargli pervenire in mare, tramite un peschereccio, 1000 litri di gasolio, grazie ai quali Lolli fa rotta verso la Libia, dove approda tranquillamente il 2 gennaio 2011. Il 13 gennaio 2011 Lolli viene arrestato a Tripoli con una richiesta di estradizione per nuovi reati quali rapina a mano armata e probabile (testuale) traffico di stupefacenti. Questi due reati, che non sono mai stati oggetto di indagine da parte delle autorità e che non compaiono in nessuna ordinanza italiana o europea, sono tuttavia presenti nella prima richiesta di estradizione inviata alle autorità libiche. Sono reati considerati gravissimi in Libia, per i quali è prevista la pena di morte. Lolli viene quindi rinchiuso in carcere in Libia in attesa di essere giudicato.

Il 17 febbraio 2011 scoppia in Libia la Rivoluzione. Per grazia del generale Gheddafi, tutti i prigionieri comuni detenuti nelle carceri libiche vengono liberati. Tranne Lolli. Unico tra 50000 prigionieri di ogni nazionalità comuni graziati, Lolli viene invece trasferito in una prigione destinata a prigionieri politici, in quanto considerato dal governo libico un soggetto pericolosissimo. Per sei mesi Lolli è rinchiuso in una cella di un metro e mezzo quadrato, senza nessuna assistenza, patendo fame devastante e torture di cui porta ancora i segni fisici.

Nell’agosto 2011 le Forze Rivoluzionarie vincono la sanguinosa guerra contro il regime di Gheddafi e il 21 agosto Lolli e gli altri detenuti evadono dalla prigione. Come molti suoi compagni di prigionia Lolli si unisce alle forze ribelli e partecipa alla battaglia decisiva di Bab Al Jazia. Grazie a questi eventi Lolli viene successivamente decorato da Osama Trabelsi, viceministro della Difesa del primo governo post Gheddafi.

I PROCESSI

Finita la rivoluzione Lolli si presenta spontaneamente al processo di estradizione svolto in Libia e lo vince. La sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Tripoli nel febbraio 2012 viene poi confermata in via definitiva dalla Corte di Appello di Tripoli il 1 gennaio 2013.

Nel 2015, per il tramite del suo avvocato, Lolli patteggia con la Procura di Bologna una pena di 2 anni per il reato di corruzione e 2 anni e 4 mesi per bancarotta fraudolenta.

Nel giugno 2015 è rinviato a giudizio per i reati dei truffa, estorsione e associazione a delinquere. Il processo inizierà il 5 ottobre 2015. I principali reati citati nel mandato di cattura inviato in Libia non gli sono mai stati contestati.

LE ATTIVITÀ PER LA MARINA MILITARE DI TRIPOLI

Giulio Lolli durante un'operazione di salvataggio di feriti bloccati dal fronte Isis.


Dopo la Rivoluzione Lolli continua a far parte delle milizie rivoluzionarie Thuwar che operano per il controllo e la sicurezza di Tripoli.

In particolare Lolli lavora come consulente e Capitano delle Forze Speciali di Sicurezza Marittima del Porto di Tripoli, che dipende dal Ministero dell'Interno del Governo Di Tripoli.

Disegno regalato a Giulio Lolli da un ferito salvato in mare come segno di ringraziamento.

Per tutto il 2015 e 2016 Lolli partecipa regolarmente a missioni di recupero via mare di feriti e sfollati dalle zone di guerra di Bengasi.

Da maggio a novembre 2016 le milizie rivoluzionarie Thuwar di Tripoli, Misurata e Bengasi affrontano i terroristi islamici dell'ISIS. Come Capitano delle Forze Speciali di Sicurezza Marittima Lolli partecipa alla lunga operazione militare chiamata “Operazione Bunian al Marsus”, che si conclude con la vittoria delle forze rivoluzionarie e l'uccisione di circa 3000 terroristi.

Lolli sul Bertram che si era portato via nella fuga da Rimini, ribattezzato "Bukha Al Arabi" in onore del più famoso eroe della rivolta di Bengasi.

Attualmente Lolli governa un Wally 47, già proprietà di uno dei figli di Gheddafi, sequestrato dal Ministero dell'Interno di Tripoli e affidato in dotazione al Porto di Tripoli. Con questo yacht, armato come patrol boat, Lolli e il suo equipaggio effettuano operazioni costanti di pattugliamento della costa tripolitana a scopo difensivo. In tre anni di attività, queste operazioni di vigilanza hanno portato all'intercettazione e al blocco di circa 4000 migranti partiti clandestinamente dalle coste libiche.

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Oltre alle attività per la Marina Militare, Lolli è titolare di due società di marittime service e pesca con le quali effettua compravendita di imbarcazioni e offre servizi di manutenzione e assistenza nautica.

VIDEO e RASSEGNA STAMPA

2 aprile 2012

Fausto Biloslavo incontra Giulio Lolli a Tripoli e racconta la sua storia, da imprenditore di successo con la sua Rimini Yacht a ricercato dall'Interpol, da latitante in fuga per il Mediterraneo a combattente a fianco dei ribelli antiregime in Libia. In onda su "Terra" (Canale 5).


25 gennaio 2016

Ampio servizio dedicato alla storia di Giulio Lolli, andato in onda su 7 Gold Emilia Romagna all’interno della puntata della trasmissione “Aria Pulita”.


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